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Correzione del 31 ottobre 2026. Precisato che Icarus riguarda i sistemi DSMx studiati, non tutti i droni; rimossa la dichiarazione di impossibilità universale di aggiornamento.
Un drone cambia direzione, ma il proprietario non ha mosso gli stick. È la dimostrazione presentata da Jonathan Andersson al PacSec 2016: Icarus può subentrare al radiocomando di un modello che usa il protocollo DSMx.
Il punto è proprio quel nome. La ricerca riguarda il collegamento DSMx tra trasmettitore e ricevente, usato anche da aeromodelli, automobili e barche radiocomandate. Non dimostra che qualunque drone, con qualunque sistema radio, sia dirottabile nello stesso modo.
Il problema è riconoscere chi sta comandando
Nella spiegazione fornita da Andersson, Icarus ricava le informazioni condivise dal collegamento e sfrutta il timing dei pacchetti per far accettare i propri comandi. Non si limita a disturbare la radio: nei sistemi provati prende il posto del trasmettitore legittimo. La descrizione del ricercatore è riportata nella sua intervista contemporanea a The Register.
È una lezione di sicurezza dei protocolli: il cambio di frequenza può rendere robusta una comunicazione radio senza autenticarne adeguatamente il mittente. Possibilità di aggiornamento, sostituzione della ricevente e contromisure vanno valutate per modello e produttore; non c’è una conclusione valida per tutti i droni esistenti.



