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Nel marzo 2017 Kaspersky presentò StoneDrill, un malware con capacità distruttive individuato durante le ricerche su Shamoon 2.0. I ricercatori segnalarono anche una vittima nel settore petrolchimico europeo: non un'epidemia europea già dimostrata.
Una differenza tecnica era il metodo di cancellazione. StoneDrill iniettava il proprio codice nel processo del browser scelto sul sistema; non usava una normale funzione del browser per «pulire il disco». Il comportamento poteva complicare l'analisi, ma non rendeva il malware invisibile a ogni antivirus.
Il rapporto descriveva anche una backdoor associata a operazioni di spionaggio. Non vanno trasferiti automaticamente a StoneDrill tutti i dettagli di Shamoon: la diffusione con credenziali amministrative e il modulo ransomware discussi per Shamoon 2.0 appartenevano a quella specifica analisi.
Un wiper può provocare danni gravi sui sistemi che riesce a raggiungere con i privilegi disponibili. Non cancella per definizione ogni disco dell'intera rete. Segmentazione, controllo degli accessi e copie di recupero separate servono a limitare l'impatto.


