Correzione del 31 ottobre 2026. Rimosso il conteggio non verificato degli utenti e distinta la reidentificazione dalla completa assenza di anonimizzazione; circoscritta la valutazione al 2016.
Le estensioni dei browser ormai sono parte integrante della navigazione. Ma attenzione a fidarvi di tutte. Nel 2016 l’inchiesta NDR ha documentato la raccolta e commercializzazione di dati di navigazione associati anche all’estensione WOT.
WOT si propone come uno dei migliori strumenti per la privacy e la sicurezza della navigazione, ha un sistema di votazione crowdsourcing dei siti web, indicando così i più affidabili e adatti ai minori.
L’inchiesta del 2016 ha mostrato che WOT raccoglie le abitudini di navigazione dei suoi utenti per venderle a società terze.
L’aspetto più grave è che la rimozione degli identificativi diretti non basta a rendere anonima una cronologia: gli indirizzi visitati possono contenere informazioni che consentono di risalire a una persona. A seconda delle pagine visitate, una cronologia può rivelare o far inferire informazioni come
- Nome utente
- Indirizzo di posta
- Abitudini d’acquisto
- Piano di viaggio
- Possibili malattie
- interessi sessuali
- il consumo di droga
- informazioni aziendali riservate
- indagini di polizia in corso
- attività di navigazione del browser tra cui tutti i siti visitati
Durante la vicenda del 2016 l’estensione fu rimossa dagli store dei browser.
Questo articolo riguarda quel caso storico, non una verifica delle versioni odierne o dell’app per smartphone. La lezione resta controllare quali dati possono leggere le estensioni e rimuovere quelle non necessarie.
Netzwerk Recherche, 3 novembre 2016, riporta il campione ottenuto dalla redazione NDR e le implicazioni per le fonti dei giornalisti. Il numero di download pubblicizzato da un prodotto non va confuso con utenti attivi verificati.


