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Correzione del 31 ottobre 2026. Precisati i limiti della cifratura, il timer facoltativo e i dati forniti da Signal nel caso del 2016. Le procedure originali non sono una guida all’interfaccia attuale.
Nel 2016 Facebook introdusse in Messenger una modalità chiamata Secret Conversations. Il suo obiettivo era proteggere il contenuto delle conversazioni con cifratura end-to-end, usando il Signal Protocol.
Nell’annuncio di luglio 2016, Facebook descriveva una modalità da scegliere esplicitamente e la possibilità di impostare un timer per i messaggi. Il timer era facoltativo: cifratura e scomparsa dei messaggi sono funzioni diverse.
Che cosa protegge la cifratura?
Protegge il contenuto durante il percorso fra i dispositivi partecipanti, impedendo al servizio di leggerlo attraverso la normale gestione della chat. Non impedisce al destinatario di conservarlo, né protegge automaticamente un telefono già compromesso. Non elimina inoltre tutti i metadati.
La semplice associazione di un numero telefonico a Facebook non dimostra che l’azienda conosca tutte le chiamate cellulari effettuate. Permessi dell’app, sincronizzazione dei contatti e informazioni raccolte dal servizio richiedono valutazioni separate.
Il caso Signal
Il 4 ottobre 2016 Signal pubblicò i documenti relativi a una richiesta giudiziaria. Nel resoconto e nella risposta ufficiale spiegò di poter fornire soltanto data di registrazione e ultima connessione al servizio. È un esempio concreto di minimizzazione dei dati, non la prova che un’app non conservi letteralmente nulla.



